PERIODICO DI INFORMAZIONI E NOTIZIE
PER LE CHIESE DI CRISTO IN ITALIA
Vol.03.........................................................................................................................Num.05
Settembre 1999
CHE COSA FAREBBE GESÙ?
(Editoriale)
Nel nostro mondo si fa un largo uso di sigle per indicare un partito, un'associazione o,
semplicemente, per far prima quando si parla. Ad esempio, mio figlio ha ricevuto un
biglietto sul quale era scritto TVMB. Me lo sono fatto tradurre. Significa "Ti Voglio
Molto Bene".
Anche nel campo della fede si comincia ad usare le sigle. L'ultima, per quanto ne
sappiamo, è stata coniata negli Stati Uniti, la patria delle sigle e del comunicare
rapido. La sigla in questione è WWJD? che sta per "What Would Jesus Do? " che
tradotto sta per "Che cosa farebbe Gesù?" (CCFG).
È facile trovare dei ragazzi negli Stati Uniti con una maglietta o un braccialetto con su
scritto: WWJD?. Questi giovani, per la maggior parte cristiani, desiderano ricordarsi, in
ogni momento della loro giornata, che il criterio per affrontare le varie situazioni è
quello di nostro Signore.
Sono stato felice nel vedere dei ragazzi italiani con la loro bella maglietta sul quale
campeggiava la sigla CCFG?: "Che Cosa Farebbe Gesù?".
Certo che non basta avere una maglietta o un braccialetto per ricordarsi di comportarsi
come Gesù: "Colui che crea la fede e la rende perfetta" (Ebrei 12:2). Ma poi
anche se lo ricordassimo, saremmo certi di comportarci come Lui? Proviamo ad immaginare
che un bel giorno ci trovassimo per le vie della Giudea, magari ad Emmaus o a Betania,
camminando al suo fianco. Sono quasi certo che il nostro atteggiamento sarebbe lo stesso
dei suoi primi discepoli che, è detto molte volte nei Vangeli, "non capivano "
o "dubitavano ", fino ad un momento prima di vederlo assunto in cielo (Matteo
28: 17). Anche noi saremmo rimasti stupefatti a vedere Gesù che parlava con una
prostituta, che toccava un lebbroso (stai attento Gesù, è contagioso!) o che chiedeva di
sfamare con pochi pani e pochi pesci cinquemila persone.
Anche noi come Pietro, di fronte al bacio traditore di Giuda, nell'orto del Getsemani,
avremmo sfoderato la spada per difendere il nostro Maestro. E saremmo rimasti attoniti nel
sentire Gesù che, rivolgendosi a Giuda, lo chiamava "amico" (Matteo 26:50).
Una delle tante cose che ha caratterizzato il ministero sulla terra di Cristo, è stato
quello di stupire la gente.
"La folla restò piena di stupore nel vedere che i muti parlavano, gli storpi erano
guariti, gli zoppi camminavano, i ciechi vedevano, e diede gloria al Dio d'Israele "
(Matteo 15:31).
Anche noi restiamo stupiti a leggere oggi, dopo 20 secoli, quello che il Figlio di Dio ha
detto e ha fatto. E nel domandarci "che cosa farebbe Gesù? " dovremmo essere
pronti ad ammettere che ci stupirebbe.
Perdonerebbe, quando noi vorremmo condannare, si avvicinerebbe quando noi fuggiremmo
lontani, sgriderebbe quando noi taceremmo, amerebbe quando noi giudicheremmo senza
appello, si sdegnerebbe quando noi "chiuderemmo un occhio".
"Che cosa faresti tu Gesù, se fossi al mio posto?".
Che cosa faresti tu nelle lunghe giornate, quando tutto intorno a me è buio, quando gli
amici e i fratelli mi deludono, quando la tentazione mi chiama con voce melliflua, quando
quelli della famiglia ostacolano la mia fede, quando chi mi sta intorno continua a
ripetermi "ma chi te lo fa fare"? Cosa faresti tu Gesù quando il dolore e la
sofferenza sembrano superare la mia resistenza, quando mi sento abbandonato, quando vorrei
cambiare strada e tornare indietro? Sai, penso di saperlo, perché tutto questo tu lo hai
già passato e non c'è nulla che possa capitarmi che tu non abbia già provato e nulla
che questa vita e gli uomini mi possano fare, che non l'abbiano già fatto a te.
"Infatti, non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle
nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere
peccato " (Ebrei 4:15).
Non so Signore se io riuscirò a comportarmi come te nelle prove della vita, ma so che se
agirò sostenuto solo dalla mia forza, e dalle mie buoni intenzioni fallirò. Ma se
lascerò spazio al tuo Spirito e alla tua forza potrò dire anch'io "Io posso ogni
cosa in Colui che mi fortifica ".
(Vittorio Vitalone)
L'ETICA E I LIMITI DELLA SCIENZA
La notizia è di quelle da far rabbrividire, uno scienziato americano di fama mondiale ha
annunciato di essere ormai in grado di effettuare il trapianto della testa, o almeno sui
babbuini è stato già sperimentato; e dopo il trapianto, l'animale ha continuato a vivere
alcuni giorni. Tuttavia molti scienziati si sono detti scettici in merito alla riuscita di
tale trapianto e si sono mostrati alquanto imbarazzati a dover commentare l'esperimento
del loro collega.
Noi non vogliamo dare alcun giudizio di natura scientifica di tale esperimento, non ne
saremmo nemmeno capaci, ma ci sia permesso fare alcune brevi considerazioni etiche.
Innanzitutto vogliamo esprimere il nostro stato d'animo per questo tipo di esperimenti:
siamo profondamente turbati e perplessi nel vedere come l'uomo tenti di sostituirsi a Dio.
Sì, perché è questo che certi scienziati cercano di fare, sostituirsi a Dio. Ci sorge
il dubbio che un certo tipo di ricerca e di sperimentazione sia effettivamente al servizio
dell'uomo, della persona umana. Ci chiediamo se sia giusto non regolamentare la
sperimentazione, se questa ricerca selvaggia non comporti dei pericoli e non crei delle
mostruosità. Siamo coscienti dei progressi positivi della scienza, ma non ci scordiamo
dell'uso disumano di alcune scoperte scientifiche, basti pensare ai micidiali armamenti in
campo militare o a certe mostruosità create dalla genetica. Chi ci dice cosa sta
avvenendo in certi laboratori non sottoposti al controllo e all'analisi dell'opinione
pubblica?
I giornali riferiscono che l'eminente scienziato è membro della prestigiosa Accademia
Pontificia della Scienza. Strano che il Vaticano non abbia protestato contro tale
sperimentazione e non abbia fatto sentire l'autorevole dissenso dei suoi esperti. Non
sarà per caso che nelle stanze vaticane ormai esiste la convinzione che la scienza abbia
sempre ragione? O forse perché dopo la recente riabilitazione di Galileo la chiesa tende
a chiedere scusa sempre e comunque? Noi cristiani crediamo che la scienza possa fare molto
per il bene dell'uomo, quando però essa stessa si pone al servizio dell'uomo e quando si
pone delle barriere etiche e morali; non può esistere una scienza completamente laica,
perché senza Dio le vie dell'uomo portano alla rovina e alla morte.
UN SUICIDA NELLA BASILICA DI S. PIETRO
CITTÀ DEL VATICANO - Venerdì 27 agosto 1999, un sessantenne venuto da Bari si toglie la
vita sparandosi un colpo di pistola proprio nella basilica di S.Pietro, a poca distanza
dall'altare del papa, sotto il monumento funerario di papa Clemente X. Il colpo ha
trafitto l'organo della navata sinistra, bucandolo da parte a parte, e l'acquasantiera è
stata macchiata di sangue. Secondo il diritto canonico della chiesa Cattolica, se un atto
di sangue avviene dentro un tempio consacrato, questa azione di fatto ne annulla la
consacrazione, e nessun tipo di rito può essere celebrato in una chiesa sconsacrata. Ma
ad aggiustare tutto ci ha pensato il cardinale Virgilio Noè, arciprete della basilica, il
quale si è frettolosamente preoccupato di dire che nessuna profanazione era avvenuta e
che la basilica non aveva bisogno di alcuna cerimonia di riconsacrazione. Che quanto
successo abbia imbarazzato fortemente il Vaticano è comprensibile, ciò che invece non
capiamo è la contraddizione venutasi a creare tra quanto affermato dal diritto canonico e
la posizione ufficiale assunta dal Vaticano. Non che a noi stia a cuore la riconsacrazione
della basilica, ma vorremmo semplicemente fare osservare come l'approssimarsi del Giubileo
costringa la chiesa Cattolica a dare, di S.Pietro, una immagine di "casa fondata
sulla roccia, il tempio santo della cristianità, il luogo dove Dio dà pace, perdono dei
peccati e benedizione" ai pellegrini che verranno a Roma nel duemila. L'inconsistenza
di tale pretesa è smentita dai fatti, ma soprattutto dal Vangelo, che a quanto pare
ancora una volta il Vaticano non vuole esaminare per verificare la scritturalità delle
proprie dottrine.
Infatti secondo il Vangelo, sono i cristiani il tempio santo di Dio, e il perdono dei
peccati e le benedizioni di Dio sono per tutti coloro che in ogni luogo invocano il nome
del Signore Gesù Cristo.
NOTIZIE DALLE COMUNITÀ
PETILIA POLICASTRO
MILANO
Il fratello Lewis Short è arrivato da qualche mese a Milano per svolgere attività
evangelistica e missionaria assieme ai fratelli e sorelle della comunità. Il fratello
Short ci ha detto telefonicamente che resterà a Milano "finché il Signore non mi
chiederà di andare altrove".
POSITANO
Positano, una località balneare sulla costiera Amalfitana frequentata da moltissimi
turisti italiani e stranieri. Arrivare a Positano e chiedere di Antonio Milo a chiunque si
incontra per strada non è una esagerazione. Non c'è Positanese o turista abitudinario
che non conosca Antonio Milo. Tutti lo conoscono, gli vogliono bene e hanno di lui una
grande stima. Un turista napoletano, Valentino, ha detto di lui: "Antonio è parte
della bellezza di Positano, a Positano ci sono molte cose belle da vedere e da conoscere,
e Antonio è una di queste cose". Antonio Milo è membro della Chiesa di Cristo da
moltissimi anni, e da quando vive a Positano è senza una comunità locale, eppure Antonio
non ha mai dimenticato il suo Dio, come Giuseppe in Egitto.
Antonio da molti anni vive il suo rapporto di fede col Signore da solo, eppure non si è
mai scoraggiato e non ha mai smesso di amare il Signore.
Non c'è persona a Positano che non sappia della sua fede e del suo essere "solo
cristiano" come insegna il Vangelo. Di solito lui usa invitare molta gente a casa
sua, gli offre da mangiare e poi gli legge la Bibbia. Quando qualche fratello passa a
fargli visita, lui ne approfitta per organizzare una "pizzata" con molti amici
per poi studiare assieme la Bibbia. La sua casa è piena di Bibbie in tedesco, inglese e
italiano, possiede anche quasi tutti i libri di Fausto Salvoni che usa per lo studio.
Antonio ci ha chiesto di ricevere CHIESEinFORMA e altre pubblicazioni, il suo indirizzo è
il seguente:
ANTONIO MILO, Via Lepanto, 26 - 84017 Positano Tel. 089.811242 (0338.6812684).
NUOVE NASCITE
"Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che erano sulla via
della salvazione"
Il 14 luglio u.s. a Taranto dei credenti sono diventati membri della famiglia di Dio mediante la nuova nascita. Il fratello Stefano Spina, evangelista della comunità locale, svolge anche attività missionaria in Albania assieme a Vito Ligorio. Perciò non ci scordiamo di continuare a pregare per l'opera che il Signore compie tramite loro.
GENESI 1-11
Racconto storico letterale o allegorico mitologico? di Michael Seale e Bert Thompson,
pp.26.
Chi volesse averne copia, può richiederla a Paolo Mirabelli (Roma), inviando un
contributo spese di lire 10.000.
LETTERATURA AUTORI CRISTIANI
LA RIVISTA "FUTURIBILI" PUBBLICA UNA RELAZIONE SULLE CHIESE DI CRISTO
"Alla cortese attenzione del Signor Paolo Mirabelli.
Egregio Signor Mirabelli,
L'uscita del numero di FUTURIBILI dedicato alla religione e religiosità contemporanea ha
subito dei ritardi per alcuni problemi redazionali.
Purtroppo, a causa del numero e della lunghezza degli interventi, siamo stati costretti ad
abbreviarne molti, tra i quali anche il Suo. Questo ha certamente ridotto l'esaustività
della Sua esposizione. Abbiamo comunque cercato di fare un lavoro accurato, nel tentativo
di cogliere e conservare i punti essenziali. Speriamo con ciò di non avere mortificato
troppo il Suo ottimo lavoro, e che Lei giudichi pubblicabile la nuova versione. Se volesse
comunque apportare delle modifiche o fare altre osservazioni, La preghiamo di
comunicarcelo entro dieci giorni.
RingraziandoLa ancora per la disponibilità e la qualità del Suo impegno. Le porgiamo i
nostri più distinti saluti.
Dott. Giuseppe Cingolani
Gorizia, 26 agosto ' 99 "
Chi volesse avere copia della relazione pubblicata dalla rivista FUTURIBILI e del testo
integrale spedito all'università di Trieste, può richiederlo a Paolo Mirabelli (Roma),
inviando un contributo spese di lire 10.000.
- Redazione presso: Paolo Mirabelli
Presso CHIESA DI CRISTO
V.le Jonio, 286
00141 ROMA
Tel. & Fax 06/87193697
- Stampa e spedizione: Paolo Di Luca
Casella Postale 639
59100 PRATO
Tel. 055-8710016
E-mail: dilpao@texnet.it
- Editorialista: Vittorio Vitalone